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Cos’è l’ADHD nell’adulto

L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo, ovvero una condizione che ha origine nell’infanzia e riguarda il modo in cui il cervello regola attenzione, controllo degli impulsi, organizzazione e motivazione.

Spesso chi ne soffre da adulto non è mai stato diagnosticato da bambino, oppure ha sviluppato strategie di compensazione che mascherano i sintomi fino a quando le richieste della vita (studio, lavoro, famiglia…) diventano più impegnative.

L’ADHD nell’adulto si manifesta soprattutto con difficoltà nel mantenere l’attenzione, nell’organizzare e portare a termine le attività, nella gestione del tempo e delle priorità, e nella regolazione delle emozioni. Questi aspetti possono influenzare vari ambiti della vita: scuola, lavoro, relazioni, autostima e benessere generale.

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    L’identificazione e il trattamento dell’ADHD negli adulti permette di migliorare significativamente la qualità della vita, le relazioni e la soddisfazione personale.

    – Biederman et al. (2021)

    Sintomi dell’ADHD negli adulti

    • Difficoltà di attenzione e concentrazione
      (es. distrarsi facilmente, dimenticare appuntamenti, faticare a finire le attività)
    • Disorganizzazione e difficoltà nella gestione del tempo
      (es. procrastinare, perdere oggetti, avere problemi con scadenze e priorità)
    • Impulsività
      (es. prendere decisioni senza riflettere, interrompere gli altri, cambiare idea rapidamente)
    • Iperattività interna
      (non sempre “agitazione” visibile: può essere una sensazione costante di irrequietezza mentale o difficoltà a rilassarsi)
    • Difficoltà di regolazione emotiva
      (es. sbalzi d’umore, irritabilità, fatica a gestire la frustrazione)
    • Bassa autostima o senso di inadeguatezza
      (spesso legati a una storia di “fallimenti” o difficoltà non riconosciute)
    • L’ADHD è talvolta associato ad altre neurodivergenze (come l’autismo o la plusdotazione), e purtroppo anche a stress e disturbi dell’umore; la valutazione tiene conto di tutte le possibili combinazioni!

    Ricevere una diagnosi di ADHD in età adulta può cambiare radicalmente la percezione di sé, aiutando a comprendere che le difficoltà vissute non sono frutto di pigrizia o disattenzione, ma di una diversa modalità di funzionamento del cervello.

    — Russell Barkley, “Taking Charge of Adult ADHD” (2010)

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      Perché è utile una diagnosi in età adulta

      Ricevere una diagnosi di ADHD in età adulta può essere una vera svolta:

      • Dà un senso alle difficoltà vissute finora e alle esperienze di vita spesso segnate da incomprensioni e alienazione;
      • Permette di identificare strategie di compensazione già messe in atto e di svilupparne di nuove, più funzionali;
      • Facilita l’accesso a percorsi di coaching o trattamento mirati (psicoterapia, supporto farmacologico, training sulle abilità organizzative e relazionali…);
      • Favorisce una migliore comunicazione con partner, familiari, colleghi, migliorando le relazioni;
      • Aiuta a ridurre il senso di colpa o l’auto-giudizio negativo, aumentando l’autostima e la consapevolezza di sé.

      Come si svolge la valutazione

      Il percorso di diagnosi ADHD in età adulta prevede tipicamente:

      Colloquio clinico approfondito

      Ricostruzione della storia personale, scolastica, lavorativa e familiare, con particolare attenzione ai sintomi attuali e passati.

      Somministrazione di questionari e test standardizzati

      Utilizzo di strumenti validati per valutare i sintomi principali, il funzionamento cognitivo, la presenza di eventuali disturbi associati e l’impatto sulla vita quotidiana.

      Eventuale raccolta di informazioni da persone vicine

      Ad esempio partner, familiari, amici, per integrare la valutazione. Utili anche le pagelle delle scuole elementari e medie!

      Restituzione e condivisione dei risultati

      Incontro di restituzione con spiegazione chiara dei risultati, con eventuale diagnosi formale e proposta di strategie di intervento o coaching.

      La diagnosi può essere integrata con altre valutazioni psicologiche o neuropsicologiche, a seconda dei bisogni specifici.

      Cosa succede dopo la diagnosi

      Ricevere una diagnosi di ADHD in età adulta non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.
      Dopo la valutazione, insieme valuteremo quali passi sono più utili per te:

      valutazione con lo specialista psichiatra
      se necessario, potrai essere indirizzatə a una visita psichiatrica per valutare l’opportunità di un trattamento farmacologico
      percorsi di psicoeducazione e coaching ADHD
      volti a conoscere meglio il disturbo, imparare a riconoscere i tuoi punti di forza e acquisire strategie pratiche per gestire l’attenzione, il tempo, le emozioni e la motivazione nella vita di tutti i giorni
      supporto psicoterapeutico
      per lavorare sugli aspetti più emotivo-relazionali e rielaborari i vissuti disfunzionali legati all’ADHD

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